Il DPCM del 2 luglio 2026, firmato dal Ministro Paolo Zangrillo e dal Ministro dell’Economia Giorgetti, ha autorizzato 22 enti pubblici ad assumere complessivamente 3.742 unità di personale a tempo indeterminato nel 2026. Questo provvedimento preannuncia l’apertura di numerosi nuovi concorsi, oltre a scorrimenti di graduatorie interne per chi già lavora in alcuni ministeri.
Attualmente, il decreto non è ancora operativo, in quanto deve essere registrato dalla Corte dei conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo questi passaggi le amministrazioni potranno avviare le procedure e pubblicare i bandi sul portale inPA.
Dettaglio dei posti a concorso
Non tutte le assunzioni corrispondono a nuovi concorsi pubblici. Circa la metà dei posti, infatti, sarà coperta tramite scorrimenti di graduatoria, mobilità volontaria e progressioni interne, canali che non offrono nuove opportunità di accesso dall’esterno. Ecco il dettaglio della ripartizione dei 3.742 posti per modalità di reclutamento:
Modalità di reclutamento | Unità
Concorso pubblico (nuovi bandi, incl. RIPAM) | 1.753
Scorrimento di graduatorie vigenti | 961
Mobilità volontaria | 928
Progressioni tra le aree | 60
Corso-concorso SNA (dirigenti) | 28
Altre modalità | 12
Totale | 3.742
Nuovi concorsi e opportunità
Per chi si sta preparando a un concorso pubblico, il Ministero dell’Interno guida la classifica con 759 posti a concorso su 1.086 unità autorizzate, distribuiti tra elevate professionalità, funzionari, assistenti e operatori. Seguono l’Agenzia delle Entrate, con 735 posti a concorso, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con 181 nuovi posti da funzionario.
Altre amministrazioni, pur movimentando numeri elevati, aprono pochissime opportunità dall’esterno. Ad esempio, il Ministero della Cultura autorizza 482 unità ma solo 5 posti dirigenziali tramite concorso unico RIPAM; il resto proviene da scorrimenti e mobilità. Situazioni simili riguardano il Dipartimento per la Giustizia Minorile e il Ministero del Lavoro.
Infine, l’entrata in vigore del decreto resta subordinata alla registrazione della Corte dei conti e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo questo passaggio, le amministrazioni potranno avviare le procedure e i bandi, con requisiti e scadenze, saranno pubblicati su inPA.