Normativa lavoro

Commercialisti richiedono chiarimenti sul trattamento economico

Il CNDCEC propone modifiche al DL 62/2026 per migliorare il salario giusto

Commercialisti richiedono chiarimenti sul trattamento economico

Il Decreto Legge del 30 aprile 2026 n. 62, relativo al salario giusto, è attualmente in fase di conversione in legge, con audizioni parlamentari in corso per discutere le implicazioni del provvedimento. Durante l’audizione in Commissione Lavoro della Camera, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha presentato una serie di proposte emendative per migliorare la norma sul salario giusto.

I commercialisti hanno accolto positivamente l’impostazione del decreto, che valorizza la contrattazione collettiva maggioritaria come parametro retributivo vincolante, in conformità con l’articolo 36 della Costituzione. Questa normativa introduce per la prima volta un “pavimento” retributivo, progettato per contrastare i cosiddetti contratti pirata, che spesso mascherano riduzioni economiche significative attraverso voci accessorie.

Tuttavia, il CNDCEC ha evidenziato alcune criticità tecniche e giuridiche che potrebbero compromettere l’efficacia della legge e ha proposto correttivi. Tra le richieste principali vi è la definizione legale del trattamento economico complessivo (TEC), affinché la legge stabilisca chiaramente le voci costitutive e imponga ai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di esplicitarlo in forma standardizzata.

Proposte di modifica

In aggiunta, i commercialisti suggeriscono l’istituzione di un registro presso il CNEL, costantemente aggiornato, per rendere il pavimento retributivo misurabile e azionabile nei controlli. Un altro punto critico riguarda il sistema sanzionatorio attualmente assente nel decreto; il CNDCEC chiede l’introduzione di meccanismi sanzionatori espliciti, conferendo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) poteri ispettivi dedicati e procedure accelerate per i datori di lavoro che violano il minimo retributivo stabilito.

Infine, si richiedono chiarimenti sul meccanismo di adeguamento automatico all’inflazione (IPCA), specificando l’automatismo operativo in busta paga, il trattamento ai fini del TFR e delle mensilità aggiuntive, nonché il coordinamento con altre normative per evitare conflitti nel sistema di incentivi.

Posizione di Confprofessioni

Anche Confprofessioni ha espresso un giudizio favorevole sul provvedimento, sottolineando la necessità di criteri applicativi uniformi per l’accesso agli incentivi, l’individuazione del CCNL applicabile e la definizione del TEC, che dovrebbe includere anche il welfare contrattuale e la bilateralità. La posizione di Confprofessioni si allinea con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e equità nel mercato del lavoro.