Dal 20 maggio 2026, i datori di lavoro possono presentare domanda per tre esoneri contributivi introdotti dal Dl 62/2026, destinati alle assunzioni di specifiche categorie di lavoratori. I fondi disponibili ammontano a 109 milioni di euro per i giovani under 35, 26,5 milioni per le donne e 26 milioni per i lavoratori nelle aree ZES (Zone Economiche Speciali).
L’INPS ha comunicato che le domande saranno accolte fino a esaurimento delle risorse stanziate. È importante notare che per accedere a questi bonus, i datori di lavoro devono rispettare il requisito del “salario giusto”, la cui definizione è attualmente in fase di definizione in Parlamento.
Istruzioni per la presentazione delle domande
Per presentare le domande, i datori di lavoro devono seguire le istruzioni operative fornite dall’INPS, che includono specifici codici da utilizzare nei flussi Uniemens. I codici per i bonus sono: EG26 o EGZS per il Bonus Giovani, EZE1 per il Bonus ZES e ED26 o EDZS per il Bonus Donne. È fondamentale indicare anche il numero di protocollo della domanda telematica.
Per quanto riguarda i periodi arretrati, è possibile richiedere il recupero esclusivamente nei flussi di luglio, agosto e settembre 2026, compilando la sezione per ciascun mese pregresso. L’INPS ha anche specificato che i bonus non sono cumulabili con altri esoneri contributivi, quindi il flusso Uniemens verrà scartato in caso di doppia agevolazione per lo stesso lavoratore.
Condizioni per il “salario giusto”
Il DL 62/2026 stabilisce che per accedere agli esoneri, il datore deve garantire un Trattamento Economico Complessivo (TEC) non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) leader del settore. Il TEC comprende voci retributive fisse e continuative, mensilità aggiuntive e indennità fisse, mentre sono esclusi superminimi e premi variabili individuali.
Il direttore generale vicario dell’INPS, Antonio Pone, ha dichiarato che i datori di lavoro che già rispettano il salario giusto possono presentare immediatamente la domanda, recuperando gli arretrati. Chi invece preferisce attendere l’approvazione ufficiale della definizione del TEC dovrà farlo prima di procedere con la richiesta.