Elgin, società britannica controllata dal gruppo danese Copenhagen Infrastructure Partners, prevede di investire 460 milioni di euro in Italia per sviluppare impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. L’obiettivo è costruire una pipeline di oltre 3 GW entro il 2030, con una strategia che punta a integrare produzione energetica e batterie.
Il piano comprende 250 milioni di euro destinati allo sviluppo di un progetto Bess, acronimo di battery energy storage system, in Umbria. A questa iniziativa si aggiungono circa 210 milioni per quattro progetti agrivoltaici distribuiti tra Molise, Puglia, Sicilia e Lombardia. La società auspica che gli impianti possano entrare a regime entro i prossimi due anni.
I progetti agrivoltaici
Un impianto da 60,5 MW, con un investimento di 30 milioni, è previsto al confine tra San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso, e Chieuti, nel Foggiano. A Ramacca, nel Catanese, sono invece programmati due impianti da 72 e 60 MW, per un investimento complessivo di circa 60 milioni. Il quarto progetto sorgerà a Valeggio, in provincia di Pavia, su un’area destinata alla coltivazione del riso: l’investimento previsto è di 120 milioni per una capacità di 130 MW.
Secondo Dermot Kelleher, amministratore delegato di Elgin, la società ha avviato il proprio ingresso nel mercato italiano nel 2024, con l’apertura dell’ufficio di Roma, e lo ha consolidato nel 2025 attraverso la partnership con Rinascita Holding. Kelleher guida l’azienda da 16 mesi, dopo aver ricoperto per 11 anni il ruolo di direttore finanziario.
La progettazione agrivoltaica, spiega la società, punta a far coesistere la produzione di energia con le attività agricole, limitando l’impatto sul suolo e offrendo agli agricoltori una possibile fonte aggiuntiva di reddito. I sistemi di accumulo, integrati con gli impianti solari o sviluppati come infrastrutture indipendenti, sono indicati come strumenti per aumentare la flessibilità della rete e favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili.
La collaborazione con operatori locali
La collaborazione con Rinascita Holding rientra nell’approccio di Elgin per il mercato italiano, basato sul coinvolgimento di operatori con esperienza nei processi autorizzativi, nel quadro normativo e nelle dinamiche locali. Durante la costruzione degli impianti potrebbero essere coinvolti fornitori del territorio, con ricadute sulle imprese e sull’occupazione.
Una volta operativi, i progetti richiederanno personale per la manutenzione, la gestione agronomica e il monitoraggio digitale. Nel complesso, sono 150 i professionisti impegnati nello sviluppo e nella realizzazione dei progetti rinnovabili su larga scala del gruppo.