Regole comunitarie

EFRAG pubblica la lista dei dati per i nuovi standard ESG

Il documento operativo accompagna la revisione degli obblighi sulla rendicontazione di sostenibilità in attesa dell’atto delegato Ue.

EFRAG pubblica la lista dei dati per i nuovi standard ESG

In attesa dell’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo e della successiva pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dell’atto delegato, l’EFRAG ha pubblicato il 28 agosto 2026 l’elenco dei dati riferiti alle informative previste dalla revisione degli European Sustainability Reporting Standards. La Commissione europea aveva diffuso la bozza del provvedimento il 3 luglio 2026.

Lo strumento è pensato per rendere più operativa la fase di rendicontazione delle informazioni ambientali, sociali e di governance. La revisione non cambia l’architettura degli ESRS prevista dal regolamento delegato Ue 2023/2772: il sistema resta articolato in 12 standard, di cui due trasversali, ESRS 1 ed ESRS 2, e dieci tematici suddivisi nelle aree ambientale, sociale e di governance.

L’unica modifica all’impianto riguarda lo standard ambientale E3, che da “Acque e risorse marine” dovrebbe essere rinominato semplicemente “Acque”. Sul piano applicativo, l’intervento punta a eliminare le informazioni meno rilevanti, privilegiare i dati quantitativi rispetto alle descrizioni narrative, distinguere meglio tra contenuti obbligatori e volontari e chiarire l’utilizzo del principio di materialità. Tra gli obiettivi figurano anche una maggiore coerenza con le altre norme dell’Unione e l’interoperabilità con gli standard internazionali.

Le modifiche agli standard trasversali

Le versioni riviste di ESRS 1 ed ESRS 2 mantengono l’impianto di fondo, ma introducono semplificazioni nella struttura delle informative. ESRS 1 rafforza i riferimenti alla doppia materialità, alla catena del valore e alla presentazione delle informazioni. ESRS 2 rende invece più coerente il collegamento tra governance, strategia, processo di analisi della rilevanza e reporting complessivo.

Alcuni contenuti vengono concentrati nel corpo principale di ESRS 2, con riferimento a governance, strategia, impatti, rischi e opportunità, oltre alla gestione di politiche, obiettivi, target e azioni. Cambiano inoltre in modo significativo la numerazione e il perimetro delle disclosure e dei singoli datapoint.

Una struttura operativa per la rendicontazione

La pubblicazione dell’EFRAG traduce il linguaggio normativo in una struttura tabellare. Per ciascun requisito sono indicati l’identificativo univoco, il riferimento allo standard e al paragrafo, le indicazioni collegate, le disaggregazioni richieste, la tipologia dell’informazione, le eventuali condizioni di applicabilità e i collegamenti con altri riferimenti normativi, tra cui SFDR e Pilastro 3. Sono riportate anche le modalità di introduzione graduale, con tempi differenziati per le diverse categorie di imprese.

Il documento non costituisce una semplice lista di adempimenti. Il processo richiede innanzitutto la definizione del perimetro, considerando il consolidato, la catena del valore e l’esito dell’analisi di doppia materialità. Occorre poi individuare, standard per standard, le informazioni pertinenti e verificare l’applicabilità sostanziale di ciascun campo, motivando le eventuali esclusioni.

Le fasi successive riguardano la progettazione della raccolta, la definizione del livello di dettaglio, la mappatura delle responsabilità e delle evidenze documentali e la gestione temporale dei dati. Le disaggregazioni possono riguardare, tra gli altri elementi, genere, Paese, prodotto, materiale, rischio o area geografica. L’obiettivo è collegare ogni informazione a una fonte, a un responsabile interno e a una procedura di verifica, riducendo omissioni, duplicazioni e incoerenze nei diversi flussi di rendicontazione.