Il Dl 62/2026 ha introdotto significative novità per i datori di lavoro riguardo ai contratti di prossimità, una forma di contrattazione che consente di derogare a specifiche disposizioni di legge e ai contratti collettivi nazionali. Queste modifiche mirano a semplificare e rendere più flessibile la gestione del lavoro, in particolare per le piccole imprese.
Con l’entrata in vigore del nuovo articolo 7-bis, i datori di lavoro devono ora seguire una procedura formale per la contrattazione di prossimità. Le novità principali riguardano tre obblighi operativi che hanno un impatto pratico significativo.
I tre nuovi obblighi
Il primo obbligo prevede che tutti i contratti e le intese di prossimità debbano essere depositati presso il Ministero del Lavoro e l’archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi del CNEL. Questo deposito è fondamentale per garantire la trasparenza e la tracciabilità degli accordi.
Il secondo obbligo riguarda le imprese con meno di 15 dipendenti. In caso di deroghe peggiorative rispetto alle disposizioni di legge o ai contratti collettivi nazionali, queste imprese devono sottoscrivere l’accordo presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente. Questo passaggio aggiuntivo è pensato per tutelare i lavoratori delle piccole realtà aziendali.
Infine, il terzo obbligo impone ai datori di lavoro di informare per iscritto i lavoratori interessati in caso di trattamenti peggiorativi. Questa misura è volta a garantire che i dipendenti siano sempre a conoscenza delle condizioni contrattuali che li riguardano.
Effetti della deroga
Un aspetto cruciale da considerare è l’opponibilità della deroga. Se un datore di lavoro non rispetta gli obblighi di deposito, l’accordo collettivo non diventa nullo, ma la sua efficacia come contratto di prossimità è compromessa. In altre parole, senza deposito, le deroghe non possono essere fatte valere nei confronti di terzi.
Inoltre, i contratti di prossimità non possono modificare i minimi tabellari o il minimale contributivo stabilito dagli enti previdenziali, ma possono intervenire su altre voci retributive che contribuiscono alla determinazione del trattamento economico complessivo.
In sintesi, il Dl 62/2026 introduce importanti cambiamenti per i datori di lavoro, rendendo la contrattazione di prossimità più strutturata e trasparente. È fondamentale che le aziende si adeguino a queste nuove disposizioni per evitare problematiche legali e garantire una corretta gestione delle risorse umane.