Gestione crisi

Composizione negoziata della crisi d’impresa: chiarimenti ADE

Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulla composizione negoziata della crisi d'impresa.

Composizione negoziata della crisi d’impresa: chiarimenti ADE

Con la Circolare n. 5/E del 16 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un approfondimento significativo sulla composizione negoziata della crisi d’impresa, analizzando l’istituto dalla fase di accesso fino alla conclusione delle trattative. Questo documento si concentra in particolare sul ruolo dell’esperto, sulle misure protettive e sul trattamento dei debiti tributari.

La circolare recepisce le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 136 del 2024, noto come Correttivo-ter, e offre chiarimenti operativi di grande interesse per le imprese, i professionisti e i creditori pubblici. La composizione negoziata è presentata come uno strumento flessibile, che si basa sull’autonomia dell’imprenditore, ma richiede che il risanamento sia concretamente e ragionevolmente perseguibile.

Tra i chiarimenti più rilevanti forniti dall’Agenzia, si evidenzia il trattamento del debito fiscale. Sono ammesse diverse opzioni, come la combinazione tra falcidia e dilazione, il pagamento parziale dell’IVA previa attestazione di convenienza, il mantenimento delle rateazioni esistenti e una lettura estensiva delle misure premiali. Tuttavia, per accedere ai benefici, non basta il semplice deposito dell’istanza; è necessaria la presentazione di un piano credibile, dati completi e una corretta interlocuzione con l’esperto.

È importante sottolineare che la composizione negoziata non è una sospensione generalizzata delle obbligazioni, ma un percorso strutturato in cui la tutela dell’impresa è legata alla trasparenza, alla buona fede e alla sostenibilità del progetto di risanamento.

Accesso alla composizione negoziata

La composizione negoziata non è una procedura concorsuale, ma un percorso riservato e prevalentemente stragiudiziale, attivabile solo su iniziativa dell’imprenditore. Possono accedervi gli imprenditori commerciali e agricoli iscritti nel Registro delle imprese, indipendentemente dalle dimensioni e dalla forma giuridica. L’accesso è consentito quando l’impresa si trova in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che renda probabile la crisi o l’insolvenza, o in uno stato di crisi già manifestatosi.

È fondamentale che ci siano prospettive concrete di recupero dell’equilibrio aziendale. La composizione negoziata non può essere utilizzata per perseguire un progetto meramente liquidatorio o per ritardare l’apertura di una procedura concorsuale inevitabile. Inoltre, la domanda di liquidazione giudiziale presentata dallo stesso debitore impedisce l’accesso alla composizione negoziata, mentre la pendenza di un ricorso presentato da un creditore non costituisce automaticamente un ostacolo.

Il progetto di piano di risanamento

L’istanza di nomina dell’esperto deve essere accompagnata da un progetto di piano di risanamento e dalla documentazione richiesta dal Codice della crisi. Il progetto iniziale non deve necessariamente coincidere con il piano definitivo, ma deve essere sufficientemente organico per consentire una prima valutazione delle cause della crisi e delle strategie di intervento.