L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato nuove linee guida riguardanti i rischi associati a posture prolungate, sia in posizione seduta che in piedi, durante l’attività lavorativa. Queste indicazioni, elaborate dal gruppo di lavoro EMEX in collaborazione con l’agenzia europea per la sicurezza sul lavoro EU OSHA, mirano a sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori sui potenziali pericoli per la salute.
Tra i rischi evidenziati, le malattie cardiovascolari emergono come la seconda causa principale di decessi legati al lavoro. Le posture statiche, ovvero mantenere una posizione seduta o in piedi per lunghi periodi senza movimento, sono state identificate come fattori di rischio significativi. Questo problema non riguarda solo i lavori tradizionalmente sedentari, ma si estende a vari settori, tra cui uffici, trasporti, vendite, insegnamento, settore alberghiero e call center.
Posture prolungate: soglie e misure preventive
Il documento dell’Ispettorato chiarisce quando una postura può essere considerata “prolungata”. In particolare, si definisce come tale una posizione in piedi mantenuta per oltre un’ora continuativa o per più di quattro ore totali al giorno, e una posizione seduta per oltre due ore continuative o cinque-sei ore totali al giorno. È fondamentale che i lavoratori si alzino e si muovano almeno ogni 20-30 minuti per ridurre i rischi associati alla sedentarietà.
Le misure preventive suggerite includono la riprogettazione degli spazi di lavoro per favorire il movimento, come posizionare stampanti e cestini in luoghi che richiedano di alzarsi. Inoltre, è consigliato l’uso di postazioni di lavoro regolabili che permettano di alternare tra seduta e posizione eretta.
Responsabilità di lavoratori e datori di lavoro
I lavoratori sono incoraggiati a segnalare al datore di lavoro eventuali postazioni che costringono a restare fermi per lungo tempo e a prendere micro-pause frequenti. Dall’altro lato, i datori di lavoro devono includere le posture statiche nel documento di valutazione dei rischi e fornire formazione adeguata ai dipendenti. La rotazione dei compiti è un’altra strategia utile per evitare che i lavoratori mantengano la stessa postura per lunghe ore.
In conclusione, la salute dei lavoratori è una priorità e l’adozione di misure preventive può contribuire a ridurre significativamente i rischi legati a posture prolungate. È fondamentale che entrambe le parti, lavoratori e datori di lavoro, collaborino per creare un ambiente di lavoro più sicuro e salutare.