Criteri professionali

Requisiti aggiornati per esperti crisi d’impresa nel 2026

Nuove regole per l'iscrizione nell'Elenco degli esperti della crisi d'impresa.

Requisiti aggiornati per esperti crisi d’impresa nel 2026

Il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) hanno introdotto nuovi criteri per l’accesso all’Elenco degli esperti indipendenti nella composizione negoziata della crisi d’impresa, come stabilito dall’articolo 13 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). Con il Decreto Dirigenziale del 23 aprile 2026, pubblicato il 1° giugno 2026, e il Pronto Ordine n. 52/2026 del 2 luglio 2026, i requisiti professionali per l’iscrizione sono stati notevolmente inaspriti.

Molti professionisti temono di vedere respinte le proprie domande a causa di interpretazioni restrittive delle “precedenti esperienze” richieste. I nuovi criteri stabiliscono che l’iscrizione nell’Elenco degli esperti è subordinata a tre requisiti fondamentali: l’anzianità di iscrizione all’Albo (almeno 5 anni), l’assolvimento degli obblighi formativi e la documentazione di almeno due precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale.

Principi e Casi Limite

Le Linee di indirizzo ministeriali e il nuovo Allegato 4 del Decreto 2026 impongono una selezione rigorosa: sono ammissibili solo le attività che, nel settore concorsuale, portano alla preservazione del valore aziendale e alla ricerca di soluzioni per la crisi. Questo filtro esclude automaticamente ruoli puramente liquidatori e introduce severi criteri per le procedure interrotte.

Il CNDCEC ha analizzato tre casi specifici che chiariscono quali esperienze siano valide e quali no. Ad esempio, un incarico di commissario giudiziale in una procedura con riserva non è considerato valido se non porta all’ammissione della proposta concordataria. D’altra parte, l’incarico di attestatore di un piano liquidatorio è considerato valido, poiché mira comunque a realizzare la ristrutturazione del debitore.

Conclusioni

Questi cambiamenti rappresentano un passo significativo verso una maggiore professionalizzazione nel settore della crisi d’impresa, con l’obiettivo di garantire che solo i professionisti realmente qualificati possano operare in questo ambito delicato. Gli esperti devono ora dimostrare non solo esperienza, ma anche un impegno concreto nella preservazione del valore aziendale.