Salute e sicurezza

Divieto di lavoro all’aperto nelle ore calde: le regole per il 2026

Le Regioni italiane adottano misure per limitare il lavoro all'aperto nelle ore calde del 2026.

Divieto di lavoro all’aperto nelle ore calde: le regole per il 2026

Per l’estate 2026, diverse Regioni italiane hanno implementato misure per limitare il lavoro all’aperto durante le ore più calde, al fine di proteggere la salute dei lavoratori esposti a condizioni termiche estreme. Queste misure sono state adottate attraverso ordinanze urgenti o delibere di Giunta, a seconda delle scelte regionali.

Il divieto di lavoro non è automatico; esso entra in vigore solo nelle giornate e nelle aree in cui il portale Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, segnala un livello di rischio termico “Alto” per i lavoratori impegnati in attività fisica intensa. La fascia oraria in cui il divieto è attivo va dalle 12:30 alle 16:00. I settori maggiormente interessati includono l’agricoltura, il florovivaismo, i cantieri edili, le cave e la logistica, con l’aggiunta, nelle ordinanze più recenti, dei rider per la consegna di merci.

È fondamentale che i datori di lavoro verifichino quotidianamente il rischio consultando le mappe disponibili sul portale Worklimate. Le Regioni hanno stabilito specifici provvedimenti, validi fino al 15 settembre 2026, per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Regioni e settori coinvolti

Le ordinanze regionali variano in base alla località. Ad esempio, l’Emilia-Romagna ha emesso l’Ordinanza n. 72, valida dal 3 giugno al 15 settembre 2026, che include anche i rider. Il Lazio ha adottato un provvedimento simile fino al 15 settembre 2026, mentre la Lombardia ha stabilito il divieto dal 10 giugno al 23 settembre 2026 per le attività all’aperto a rischio “Alto”. Altre Regioni come Piemonte, Liguria, Toscana, Puglia, Umbria, Campania, Sicilia, Calabria e Veneto hanno anch’esse adottato misure analoghe, con scadenze variabili.

Obblighi e sanzioni per i datori di lavoro

I datori di lavoro devono verificare se le loro attività rientrano nei settori interessati dalle ordinanze e consultare quotidianamente le mappe di rischio. È importante notare che le ordinanze non sostituiscono gli obblighi generali previsti dal D.Lgs. 81/2008, che richiedono una valutazione del rischio da microclima severo caldo nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Le misure preventive includono la riorganizzazione degli orari di lavoro, l’anticipazione delle attività più gravose nelle prime ore del mattino, pause frequenti in aree ombreggiate o climatizzate, idratazione costante e formazione del personale. In caso di violazione delle disposizioni, sono previste sanzioni ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale, che possono colpire sia il datore di lavoro che i responsabili delle attività.