Il Bonus Donne 2026 è stato rinnovato dal decreto-legge 62/2026, ampliando le categorie di lavoratrici che possono beneficiare di esoneri contributivi. A partire dall’11 giugno 2026, le domande possono essere presentate all’INPS, rendendo operativo questo incentivo per l’occupazione femminile stabile.
Il bonus è destinato alle lavoratrici che rientrano nelle categorie definite dal Regolamento UE 651/2014, che include le lavoratrici svantaggiate e molto svantaggiate. Per i datori di lavoro privati, questo rappresenta un’opportunità significativa, con uno sgravio totale sulla contribuzione previdenziale fino a 800 euro al mese per lavoratrice nelle regioni della ZES unica.
Categorie di lavoratrici svantaggiate
Le lavoratrici “svantaggiate” possono beneficiare di un esonero per 12 mesi e includono:
- Donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
- Donne di età compresa tra 15 e 24 anni.
- Donne senza diploma di scuola media superiore o professionale, o che hanno completato la formazione da non più di due anni senza aver trovato il primo impiego.
- Donne con più di 50 anni.
- Adulte sole con una o più persone a carico.
- Donne occupate in settori con disparità uomo-donna superiore al 25% e appartenenti al genere sottorappresentato.
- Donne appartenenti a una minoranza etnica con necessità di rafforzamento linguistico o professionale.
Le lavoratrici “molto svantaggiate” possono beneficiare di un esonero per 24 mesi e includono:
- Donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
- Donne prive di impiego da almeno 12 mesi e appartenenti a una delle categorie sopra elencate.
Requisiti di impiego e disoccupazione
È importante notare che per “priva di impiego regolarmente retribuito” si intende una lavoratrice che non ha un rapporto subordinato a tempo indeterminato né altre forme di impiego con redditi superiori ai minimi di legge. Non è necessario essere ufficialmente registrati come disoccupati presso un Centro per l’Impiego.
Cambiamenti rispetto alle vecchie regole
Con le nuove regole del Dl 62/2026, il requisito dell’assenza di impiego da almeno 6 mesi si applica a tutte le donne in Italia, ampliando così la platea di beneficiari. Le Regioni comprese nella ZES Unica, dove il massimale è elevato, includono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria. La residenza nella ZES deve essere verificata alla data dell’assunzione.