Confindustria ha lanciato un allarme riguardo alla necessità di una riforma del sistema Ets (Emission Trading System), sottolineando che si tratta di un'”ultima chiamata” per garantire un futuro sostenibile per l’industria italiana. Aurelio Regina, vicepresidente per l’energia di Confindustria, ha dichiarato che la decarbonizzazione è un obiettivo condiviso, ma deve essere realizzabile e giusta per tutti i settori industriali.
La Commissione Europea presenterà a luglio una revisione del sistema Ets, mirata a ridurre la volatilità del prezzo della CO2 e a mitigare l’impatto sui costi dell’elettricità. Confindustria ha delineato dieci proposte per riformare il sistema, tra cui la limitazione del prezzo delle quote di emissione, l’esclusione degli operatori finanziari dalle aste e il blocco della riduzione delle quote gratuite.
Proposte per una riforma equa
Tra le proposte avanzate, si evidenzia la necessità di un fondo comune europeo per sostenere la decarbonizzazione e un rinvio dell’Ets 2 per evitare impatti insostenibili su piccole imprese e famiglie. Regina ha sottolineato che l’industria italiana sta sostenendo le posizioni del governo europeo, chiedendo una revisione profonda del meccanismo Ets, che attualmente crea asimmetrie inaccettabili all’interno dell’Unione Europea.
Il vicepresidente ha avvertito che il processo di decarbonizzazione deve essere compatibile con le esigenze dell’industria e sostenibile per le imprese e i cittadini. Con le attuali crisi geopolitiche, la revisione dell’Ets è considerata cruciale non solo per l’Italia, ma anche per altri Stati membri.
Settori a rischio e necessità di cambiamento
I settori più vulnerabili includono acciaio, ceramica, carta e cemento, che insieme impiegano oltre un milione di persone. Questi settori rappresentano una parte fondamentale dell’economia italiana e la loro sopravvivenza è essenziale per garantire l’autonomia strategica del Paese.
Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha evidenziato che l’attuale sistema penalizza le aziende virtuose, mentre Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, ha affermato che il costo dell’Ets è insostenibile per il settore della carta. Regina ha concluso che la vera sfida politica è come finanziare i processi di decarbonizzazione, sottolineando che è necessaria una politica industriale europea con strumenti finanziari adeguati, inclusi eurobond.