Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto nuove regole per la consulenza giuridica, delineando un percorso formale rigoroso per la presentazione delle istanze. Il Provvedimento n. 171016/2026 stabilisce che le richieste devono essere redatte in forma libera e sono esenti da bollo, ma il diritto alla risposta è subordinato al rispetto di specifici requisiti di legittimazione e all’assenza di controlli fiscali in corso.
Le istanze possono essere presentate solo da soggetti specificamente individuati dall’articolo 10-octies dello Statuto dei diritti del contribuente. Tra i legittimati ci sono associazioni sindacali, enti pubblici territoriali e rappresentanze nazionali di ordini professionali. È fondamentale che chi presenta l’istanza verifichi la propria posizione fiscale per evitare rigetti immediati.
Canali di trasmissione e requisiti
Le istanze devono essere inviate esclusivamente tramite canali telematici ufficiali, come PEC e PEL. L’uso di canali non autorizzati può comportare la mancata ricezione dell’istanza. È necessario individuare correttamente l’indirizzo telematico dell’ufficio destinatario per evitare ritardi nella risposta.
Per i soggetti non residenti senza domiciliatario in Italia, è disponibile un canale di Posta Elettronica Ordinaria (PEL). La presentazione dell’istanza richiede anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui il firmatario attesta di non essere a conoscenza di controlli fiscali in corso sulla stessa questione.
Attività ostative e esclusioni
Il vincolo di esclusione si estende non solo all’istante, ma anche a tutti i suoi associati. Le attività ostative comprendono verifiche fiscali in corso, avvisi di accertamento notificati e controlli formali della dichiarazione. È quindi cruciale che i richiedenti siano a conoscenza di queste limitazioni prima di procedere con la richiesta di consulenza giuridica.