Diritti Lavorativi

Diritti dei Lavoratori: Trasparenza Retributiva 2026

Scopri cosa prevede il D.Lgs. 96/2026 per i lavoratori in Italia.

Diritti dei Lavoratori: Trasparenza Retributiva 2026

Il D.Lgs. 96/2026, entrato in vigore il 7 giugno 2026, rappresenta un cambiamento significativo nei rapporti di lavoro in Italia, con un focus particolare sul contrasto al gender gap, ovvero le disparità retributive tra uomini e donne. Questo decreto si affianca ad altre normative che mirano a garantire maggiore trasparenza e tutela per i dipendenti.

Tra le novità introdotte, vi è l’obbligo per le aziende di informare i lavoratori riguardo ai propri contratti, fornendo dettagli sui diritti e doveri contrattuali, come stabilito dal DL trasparenza 104/2022. Inoltre, è previsto che nella busta paga venga riportato il codice CNEL, che identifica il contratto applicato, come stabilito dal DL Lavoro 62/2026.

Il D.Lgs. 96/2026 impone alle aziende di pubblicare le medie retributive per genere, ma è importante chiarire che ciò non consente ai lavoratori di conoscere gli stipendi individuali dei colleghi. Non tutte le aziende sono soggette agli stessi obblighi e alcune tutele richiedono una richiesta formale scritta entro termini specifici. Le variabili come la dimensione aziendale, la categoria contrattuale e la tempistica della richiesta possono influenzare notevolmente ciò che un lavoratore può ottenere.

Cosa Può Richiedere il Lavoratore

Ogni offerta di lavoro deve ora indicare la retribuzione iniziale o la fascia prevista. Se questa informazione non è presente, il candidato può richiederla. I lavoratori già assunti, a prescindere dal tipo di contratto, possono richiedere per iscritto i livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, per le categorie di colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore di lavoro ha 60 giorni per fornire una risposta.

Per le aziende con almeno 50 dipendenti, è possibile richiedere anche i criteri utilizzati per definire i livelli retributivi e per la progressione economica. Tuttavia, il diritto può essere esercitato solo una volta all’anno e per le aziende con meno di 49 dipendenti, la risposta può essere fornita in forma aggregata, che è legale ma meno trasparente.

Cosa Non Deve Fare il Datore di Lavoro

Ci sono tre divieti assoluti che i datori di lavoro devono rispettare: non possono chiedere ai candidati la retribuzione attuale o storica, non possono inserire clausole di segretezza retributiva nei contratti e non possono discriminare i lavoratori che esercitano i propri diritti. Queste misure sono fondamentali per garantire un ambiente di lavoro equo e trasparente.

In conclusione, il D.Lgs. 96/2026 rappresenta un passo importante verso una maggiore equità retributiva e trasparenza nel mondo del lavoro. I lavoratori devono essere consapevoli dei propri diritti e delle modalità per esercitarli, per contribuire a un ambiente lavorativo più giusto e inclusivo.