Il 12 marzo 2026, con il Decreto del Presidente della Repubblica, è stato adottato il Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND) e approvato il 28 novembre 2025. Questo provvedimento rappresenta un passo significativo in un percorso normativo iniziato oltre dieci anni fa, fondato sulla legge 3 marzo 2009, n. 18, che ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). A questa legge si affiancano la legge delega 22 dicembre 2021, n. 227 e tre decreti legislativi: il d.lgs. 222/2023, il d.lgs. 20/2024 e il d.lgs. 62/2024, che ridefiniscono la condizione di disabilità e il progetto di vita individuale personalizzato.
Il Piano si basa su un principio fondamentale: superare il modello medicalizzato e assistenzialista, adottando un approccio che valorizza i diritti umani e l’autodeterminazione delle persone. Il motto della Convenzione ONU, “Nothing About Us, Without Us” (nulla su di noi, senza di noi), riassume questa filosofia. Tuttavia, le azioni previste dovranno essere attuate con le risorse a legislazione vigente, mantenendo la possibilità di interventi compensativi in linea con gli obiettivi di finanza pubblica.
Struttura del Piano: sette linee di intervento
Il Terzo Piano di Azione si articola in sette linee di intervento, ognuna con specifiche azioni, obiettivi e indicatori di risultato. La prima linea riguarda l’accessibilità universale e include 15 azioni, dalle linee guida nazionali per i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) all’accessibilità del patrimonio culturale e degli spettacoli dal vivo. Si prevede anche l’introduzione dell’accessibilità universale come criterio obbligatorio nel Codice degli Appalti.
La seconda linea si concentra su salute e benessere, promuovendo la formazione dei professionisti sanitari e l’uso di tecnologie assistive. La terza linea, di particolare rilevanza per i professionisti del lavoro, è dedicata all’inclusione lavorativa e prevede il potenziamento della legge 68/1999 sul collocamento mirato, la promozione delle convenzioni ex art. 14 d.lgs. 276/2003 e il sostegno alla transizione scuola-lavoro. Inoltre, si punta a diffondere la cultura dell’inclusione nelle imprese attraverso la responsabilità sociale e la rendicontazione ESG.
Novità in materia di lavoro e previdenza
Le linee 4 e 5 del Piano riguardano l’istruzione e la formazione, nonché il Progetto di vita individuale personalizzato. Queste misure mirano a garantire che le persone con disabilità possano accedere a opportunità lavorative e formative adeguate, contribuendo attivamente alla società. Il Piano, quindi, non solo rappresenta un passo avanti nella legislazione italiana, ma anche un’opportunità per migliorare la vita delle persone con disabilità e promuovere una cultura di inclusione e rispetto dei diritti umani.