Compagnia Energetica Italiana (Cei) amplia il proprio perimetro e dalla vendita di luce e gas entra anche nella produzione di elettricità. La società ha previsto un piano di investimenti da fino a 30 milioni di euro nell’arco dei prossimi due o tre anni, con l’obiettivo di raggiungere una capacità installata compresa tra 25 e 30 MW di energia rinnovabile, prevalentemente fotovoltaica.
«Abbiamo un piano progressivo di investimenti in impianti su un orizzonte temporale di 2-3 anni», ha spiegato Enrico Pozzi, presidente e amministratore delegato di Cei. L’azienda, attiva da oltre dieci anni nella commercializzazione di energia elettrica e gas, punta ad acquistare e gestire impianti fotovoltaici integrati con sistemi di accumulo a batteria. Il progetto sarà concentrato esclusivamente sul mercato italiano: la prima operazione è attesa entro la fine dell’anno, mentre l’avvio concreto dell’attività è previsto a gennaio.
Dalla vendita alla produzione
La scelta nasce dalla volontà di rafforzare il controllo sull’approvvigionamento in una fase di forte volatilità dei mercati energetici. Pozzi ha sottolineato che Cei non svolge attività di trading né di speculazione e che il modello della società si basa sulla vendita di gas ed elettricità alle stesse condizioni di acquisto. L’obiettivo, ha spiegato, non è puntare principalmente sull’aumento dei clienti, ma integrare progressivamente produzione e vendita.
Il contesto resta complesso. Dopo la forte impennata dei prezzi registrata nel 2022, all’inizio della guerra russa in Ucraina, il mercato deve fare i conti con nuovi rincari legati alla crisi mediorientale e alle tensioni nello stretto di Hormuz. Per Cei, l’investimento in impianti propri dovrebbe contribuire a rendere più stabile l’attività e a ridurre l’esposizione alle oscillazioni delle commodity energetiche.
Per la società si tratta della prima decisione di investimento diretto in asset produttivi. Un precedente è rappresentato dall’ingresso, avvenuto in primavera con una quota di minoranza, in Energred, gruppo con base a Roma attivo nei servizi di efficienza energetica e nella generazione da fonti rinnovabili. Pozzi ha definito quella partecipazione un primo passo per sviluppare competenze e conoscenze nel settore e ha riferito che sono in corso valutazioni per consolidarla e ampliarla.
Numeri e obiettivi di crescita
Cei conta oggi circa 60 dipendenti, oltre alla rete indiretta, e prevede di inserire almeno altre dieci persone entro il prossimo anno. La società fa parte della holding Compago, controllata interamente da Pozzi e dalla moglie Roberta Corno, insieme a Kwanto, attiva nei servizi di information technology per l’energia e altri comparti, e Onki, che sviluppa l’offerta commerciale attraverso canali digitali rivolti ai clienti domestici.
La società serve circa 180mila punti, inclusi i reseller, per un totale di circa 30mila clienti industriali e domestici. Nel 2025 ha registrato ricavi per 350 milioni di euro e un Ebitda compreso tra 13 e 14 milioni, che l’amministratore delegato prevede di confermare nell’anno in corso. La posizione finanziaria netta è stimata tra 15 e 20 milioni di euro.
Attualmente Cei vende circa 200 milioni di metri cubi di gas e tra 700 e 800 GWh di elettricità. Nell’arco di cinque anni l’azienda punta a raggiungere 250 milioni di metri cubi di gas e 850 GWh di elettricità. Il percorso della società è iniziato nel 2012 all’interno del gruppo Enoi ed è proseguito in autonomia dal 2016.