Materie critiche

Un impianto pilota per recuperare la grafite delle batterie

Investimento da cinque milioni e tecnologie termiche e idrometallurgiche per un ciclo chiuso della componente.

Un impianto pilota per recuperare la grafite delle batterie

Sarà operativo nella seconda metà del prossimo anno il primo impianto pilota europeo dedicato al riciclo della grafite contenuta negli scarti delle batterie al litio. Il progetto, denominato Graphirec, sarà realizzato a Macerata da Orim, azienda attiva nella gestione dei rifiuti industriali e dei metalli critici, insieme a Sima, società della provincia di Chieti specializzata nella progettazione di impianti tecnologici.

L’iniziativa richiede un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro, di cui 3,2 milioni ottenuti attraverso un bando europeo. Il progetto è stato inoltre inserito dalla Commissione europea nella piattaforma Innovation Radar. L’obiettivo è superare l’attuale fase della filiera italiana, oggi concentrata soprattutto sul trattamento meccanico degli scarti.

Un ciclo integrato per la grafite

Grazie a due brevetti sviluppati con la collaborazione dell’Università dell’Aquila, il nuovo impianto potrà integrare nello stesso sito processi termici e idrometallurgici. In questo modo sarà possibile creare un ciclo chiuso per il recupero della grafite, componente che rappresenta quasi la metà del peso di una batteria e che viene considerata dalla Commissione europea una materia prima critica.

Secondo Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di Orim, la grafite riceve meno attenzione rispetto a litio, cobalto e nichel, nonostante il suo rilievo industriale e strategico. Il recupero, ha spiegato, può richiedere fino al 90% di energia in meno rispetto all’estrazione mineraria. Il materiale ricavato potrebbe essere destinato a comparti come energia, automotive ed elettronica, riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Il progetto riunisce partner industriali e accademici lungo la catena del valore europea delle batterie. Mancini ha indicato come obiettivo di medio periodo un cambiamento nelle modalità di approvvigionamento e utilizzo delle materie prime, oggi importate dall’Europa fino al 90%. La strategia europea punta a coprire attraverso il riciclo almeno il 25% entro il 2030.

Prime produzioni e nuovi investimenti

In fase sperimentale, l’impianto ha già prodotto oltre 20 tonnellate di grafite con una purezza dichiarata del 99,3%. Il materiale è stato inviato in Norvegia per essere utilizzato come materia prima nella produzione di nuove batterie. Secondo Mordor Intelligence, il mercato europeo del riciclo delle batterie potrebbe crescere da 19 a 33 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2030.

Orim, controllata per il 70% dal fondo Xenon, prevede di chiudere il 2026 con un fatturato di circa 27 milioni di euro. L’azienda ha inoltre annunciato un piano di investimenti da 9,5 milioni di euro per la realizzazione di tre forni rotativi e otto reattori da 8mila litri. Le nuove apparecchiature saranno utilizzate anche per recuperare vanadio, cobalto, molibdeno, platino e palladio, oltre che per portare la purezza della grafite fino al 99,95%.