ENEA ha aggiornato i Vademecum dedicati all’Ecobonus, fornendo una raccolta di schede operative sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici. L’aggiornamento, pubblicato il 23 settembre 2026, non introduce nuove detrazioni, ma riassume requisiti tecnici, beneficiari, spese ammesse e documenti da conservare.
Le schede riguardano 13 categorie di lavori, tra cui la riqualificazione globale degli edifici, la coibentazione delle strutture, la sostituzione di serramenti e infissi, le schermature solari, i collettori solari, i generatori a biomassa, le pompe di calore, i sistemi ibridi, i microcogeneratori e la building automation. Sono comprese anche le opere sulle parti comuni condominiali e le indicazioni relative al Bonus facciate.
Le aliquote previste per il 2026 e il 2027
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, l’Ecobonus spetta ordinariamente nella misura del 36%. La percentuale sale al 50% per gli interventi sull’abitazione principale, quando sono rispettate le condizioni previste dalla normativa.
Dal 1° gennaio 2027, salvo modifiche legislative, le aliquote scenderanno al 30% per gli immobili diversi dall’abitazione principale e al 36% per quest’ultima. L’Agenzia delle Entrate ricorda inoltre che, già dal 2025, non sono agevolabili le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate da combustibili fossili. Eventuali ipotesi di aumento delle percentuali dovranno essere confermate da futuri provvedimenti.
Tra i lavori ancora compresi nell’agevolazione rientrano l’isolamento delle strutture opache, incluso il cappotto termico, l’installazione di scaldacqua a pompa di calore, i sistemi di building automation e gli interventi di riqualificazione energetica globale. Le schede ENEA riepilogano, per ciascuna categoria, anche gli edifici ammessi e la documentazione necessaria.
Comunicazione e documenti da conservare
Per gli interventi sulle strutture verticali, la comunicazione all’ENEA è richiesta quando i lavori risultano influenti dal punto di vista termico oppure riguardano il rifacimento dell’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. Il Vademecum precisa tuttavia che il Bonus facciate non è più riconosciuto per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023.
La scheda descrittiva dell’intervento deve essere inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, attraverso il portale Bonus fiscali ENEA e la sezione Ecobonus relativa all’anno di conclusione. Nei casi previsti, la pratica deve essere predisposta da un tecnico abilitato.
Tra i documenti da conservare figurano la scheda con il codice CPID, le asseverazioni tecniche, il computo metrico quando richiesto, l’APE, le schede tecniche dei materiali, le fatture e le ricevute dei bonifici parlanti. Per conoscere la detrazione effettivamente applicabile resta necessario verificare la normativa vigente al momento del pagamento.