Sono 21 i convogli a idrogeno a scartamento ridotto destinati a entrare in servizio sulle reti ferroviarie di Calabria, Sardegna e Sicilia. I treni, costruiti dal gruppo svizzero Stadler, saranno assegnati a tre operatori: dieci all’Azienda regionale sarda trasporti (Arst), nove alle Ferrovie della Calabria (FdC) e due alla Ferrovia Circumetnea (Fce). I nuovi mezzi sono stati presentati alla fiera Innotrans di Berlino.
Il progetto riguarda linee oggi servite da treni diesel e punta a introdurre un esercizio ferroviario a emissioni zero sulle tratte non elettrificate. Il primo convoglio è stato realizzato per Arst, nell’ambito di un contratto quadro che prevede la progettazione e lo sviluppo di dieci veicoli. Gli altri mezzi sono attualmente in produzione e saranno impiegati nei servizi regionali e locali.
Come funziona la propulsione
Il sistema di alimentazione combina , installati nella carrozza centrale, con le batterie di trazione. L’energia prodotta dall’idrogeno permette di ricaricare le batterie e alimentare il convoglio durante la marcia. Secondo le stime indicate nel progetto, l’impiego di dieci treni consentirà di evitare fino a 2.100 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto a veicoli diesel.
I convogli sono inoltre progettati per ridurre il rumore rispetto ai mezzi tradizionali. A bordo sono previsti ambienti luminosi, ampie finestre panoramiche e un accesso a pianale ribassato, pensato per agevolare la salita anche alle persone con mobilità ridotta.
Rifornimento con energia solare
L’idrogeno destinato ai convogli sarà prodotto attraverso una rete di centrali alimentate da energia solare. Arst, FdC e Fce stanno sviluppando i rispettivi impianti, attualmente in fase di realizzazione. L’obiettivo è rifornire i mezzi con idrogeno verde prodotto localmente.
La configurazione dei convogli sarà adattata alle caratteristiche delle diverse infrastrutture: dalle tratte costiere della Sardegna alle gallerie montane della Calabria, fino alle pendenze del Parco naturale dell’Etna, in Sicilia. Stadler ha sviluppato una piattaforma modulare comune, con profilo compatto e strutture meccaniche leggere, adeguabile alle esigenze delle reti italiane a scartamento ridotto.
Carlo Poledrini, direttore generale di Arst, ha definito il progetto un elemento della strategia di decarbonizzazione della rete e il primo passo verso una possibile evoluzione dell’azienda da operatore di trasporto a realtà attiva anche nel settore energetico. Per Aristide Vercillo Martino, amministratore unico di FdC, la collaborazione con Stadler, avviata circa vent’anni fa, ha posto le basi per una nuova generazione di mezzi. Salvatore Fiore, direttore generale di Fce, ha sottolineato infine il possibile incremento del comfort e il contributo a una mobilità più sostenibile.