Igers, società di Trezzano sul Naviglio partecipata dal gruppo Haiki+, ha inaugurato a San Pietro Mosezzo, nel Novarese, un impianto dedicato al riciclo dei rifiuti tessili. La struttura ha una capacità autorizzata di 19mila tonnellate all’anno e riunisce in un unico stabilimento le principali fasi del trattamento.
Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro, di cui 1,3 milioni co-finanziati attraverso il Pnrr. Secondo i dati forniti dall’azienda, il recupero del materiale tessile in ingresso supera il 96%.
Dalla selezione alla tracciabilità
Il sito è integrato e automatizzato: 56 macchine e semi-macchine interconnesse registrano su blockchain i dati relativi alle operazioni eseguite. Il ciclo comprende la sanificazione del materiale in cabine a ozono, l’analisi e la qualificazione delle fibre, la selezione, la sfilacciatura completa e la rendicontazione certificata.
Al termine del processo vengono realizzate balle pressate e tracciate, destinate a successive lavorazioni. La maggior parte del materiale recuperato viene utilizzata per produrre materiali destinati al tessuto non tessuto, con applicazioni negli imballaggi, nelle imbottiture, nell’edilizia, nell’automotive e nell’arredamento. Una quota viene invece avviata alla filatura per tessuti destinati all’abbigliamento, all’arredo e ad altri impieghi industriali.
Il cuore dell’impianto è una tecnologia proprietaria brevettata a livello internazionale, che integra anche sistemi di selezione basati sulla tecnologia iperspettrale Nir, acronimo di near-infrared hyperspectral imaging. L’obiettivo è classificare i materiali in ingresso e indirizzare le fibre verso gli utilizzi successivi più adatti.
Il ruolo del Pnrr e il nuovo regime Epr
All’inaugurazione ha partecipato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha evidenziato il ruolo del sostegno pubblico nel portare a conclusione gli interventi finanziati dal Pnrr. Per il ministro, l’economia circolare avrà un peso crescente nella modernizzazione del Paese e nella sostenibilità del sistema economico.
Giovanni Rosti, amministratore delegato di Haiki+, ha definito l’impianto un investimento strategico per la filiera tessile circolare italiana. Gian Luca Miceli, ceo di Igers, ha sottolineato invece l’importanza di integrare le diverse lavorazioni e di rendere la tracciabilità parte del processo industriale, anche in vista dell’attuazione della responsabilità estesa del produttore nel settore tessile.
Il decreto destinato a recepire il nuovo regime Epr per il tessile, dopo il via libera ottenuto a luglio dalla Conferenza unificata, è atteso entro la fine dell’anno. Lucia Leonessi, direttrice generale di Cisambiente Confindustria, ha evidenziato che la struttura copre l’intero ciclo di recupero della frazione tessile, auspicando che il modello possa essere replicato sul territorio nazionale.