Acciaio italiano

Ex Ilva, Urso: nella gara entra un quarto operatore europeo

Il ministro segnala una nuova candidatura e difende la continuità produttiva dopo lo stop all’area a caldo

Ex Ilva, Urso: nella gara entra un quarto operatore europeo

Nella gara internazionale per l’ex Ilva si è aggiunto un quarto grande operatore europeo. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a un panel del Meeting di Rimini. L’obiettivo, ha spiegato, è salvaguardare il gruppo siderurgico ed evitare che la vicenda si trasformi in una crisi sociale e produttiva per il territorio.

La competizione per il gruppo siderurgico

Secondo Urso, alla procedura si è presentata una cordata italiana guidata da Federacciai, che si affianca alle candidature di Jindal e Flacks. Il ministro non ha indicato il nome del nuovo operatore europeo, ma ha sottolineato il rilievo della sua partecipazione. «Noi crediamo all’industria primaria», ha detto, collegando la produzione siderurgica alla capacità industriale e all’autonomia strategica dell’Europa.

Urso ha poi chiesto la collaborazione delle istituzioni e delle Regioni, indipendentemente dagli schieramenti politici che le amministrano. In un contesto definito estremamente critico, il ministro ha sostenuto che, attraverso la responsabilità condivisa, sarà possibile trovare una soluzione per l’ex Ilva e contribuire alla crescita della siderurgia italiana.

La produzione e il nodo di Taranto

Nel suo intervento, Urso ha rivendicato l’andamento positivo della produzione nazionale di acciaio. Nei primi sei mesi dell’anno, ha riferito, il comparto è cresciuto e il dato di giugno segnala un incremento del 6,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il ministro ha definito l’Italia leader europea nella produzione di acciaio ottenuto con forni elettrici, ma ha indicato in Taranto il principale elemento di difficoltà.

Il nodo riguarda anche la decisione della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. L’esecutivo punta, secondo Urso, a sviluppare tecnologie a minore impatto ambientale e a mantenere la continuità produttiva nonostante lo stop dell’area e degli altoforni. Il ministro ha inoltre osservato che nelle ultime settimane tre altoforni hanno riaperto in Europa, mentre in Italia si procede verso la chiusura.

Urso ha attribuito il quadro a due fattori: il contesto internazionale segnato dalla guerra e il cambiamento delle regole europee sulle misure di salvaguardia dell’acciaio, entrato in vigore il primo luglio. A suo giudizio, le nuove disposizioni consentono alla produzione europea di riattivare gli altoforni, rendendo ancora più evidente il contrasto con la situazione dello stabilimento italiano.

Intanto i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno allestito un furgone a forma di vela che sta percorrendo le strade della città durante i Giochi del Mediterraneo. Sul mezzo compare il messaggio «Non si gioca con il futuro di 20mila lavoratori», già utilizzato per lo sciopero del 3 agosto, organizzato dopo la decisione dei giudici milanesi.

Le organizzazioni chiedono misure straordinarie e un intervento pubblico per mettere in sicurezza i lavoratori e garantire una transizione ecologica. L’iniziativa, spiegano, vuole richiamare l’attenzione sulla storia industriale del territorio e sulle conseguenze che la crisi dell’ex Ilva continua ad avere sulla comunità. Sulla vela è riportato anche lo slogan dei Giochi, «Embrace the future», trasformato in una domanda attraverso l’aggiunta di un punto interrogativo.