Dal 12 agosto diventano operative numerose disposizioni del regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, noto come Ppwr. La norma introduce un quadro comune per tutti gli Stati membri e interviene sull’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione alla gestione del fine vita.
L’avvio non coincide però con l’entrata in vigore di tutti gli obblighi previsti. Come spiega Simona Fontana, direttrice generale di Conai, i requisiti relativi al riuso, al contenuto di materiale riciclato e alla riciclabilità saranno introdotti progressivamente negli anni successivi. Le prime disposizioni applicabili riguardano soprattutto gli adempimenti documentali a carico delle imprese.
La dichiarazione di conformità
I fabbricanti dovranno predisporre una Dichiarazione di conformità per gli imballaggi immessi sul mercato europeo. Il documento dovrà attestare il rispetto dei requisiti già applicabili, compresi i limiti relativi ai metalli pesanti per tutti gli imballaggi e quelli sui Pfas per i materiali destinati al contatto con gli alimenti.
Per gli imballaggi riutilizzabili, la dichiarazione dovrà inoltre certificare la conformità ai requisiti di progettazione previsti per il riutilizzo. Gli obblighi interessano quindi in modo diretto i produttori, chiamati a verificare le caratteristiche dei propri imballaggi e a documentare il rispetto delle prescrizioni europee.
Cialde e capsule nella raccolta differenziata
Il regolamento modifica anche la definizione stessa di imballaggio. A partire dal 12 agosto, capsule e cialde per caffè o tè, insieme ad alcune bustine per bevande, rientrano in questa categoria. La novità produce effetti sulla responsabilità estesa del produttore e sulle modalità di gestione dei materiali una volta terminato il loro utilizzo.
Per i consumatori diventa quindi rilevante l’informazione sul corretto conferimento nella raccolta differenziata. Le nuove classificazioni richiedono infatti indicazioni adeguate sulla destinazione dei prodotti e sui comportamenti da adottare al momento dello smaltimento.
Secondo Fontana, una delle principali difficoltà per le imprese sarà di natura interpretativa. Il Ppwr introduce nuove definizioni degli operatori economici, tra cui fabbricante, importatore, distributore e fornitore. Le aziende dovranno valutare con precisione il proprio ruolo nella filiera, perché a ciascuna posizione corrispondono responsabilità diverse, anche sul piano informativo e documentale.
Non sempre sarà possibile applicare una regola automatica: in molti casi sarà necessaria un’analisi specifica della posizione dell’impresa e del percorso seguito dall’imballaggio. Il regolamento rafforza così un approccio basato sull’ecodesign e sulla valutazione dell’impatto dell’imballaggio lungo tutto il suo ciclo di vita, non soltanto nella fase finale di gestione del rifiuto.