Transizione energetica

Progetti rinnovabili in Emilia-Romagna: 1.146 MW in attesa

Attesi progetti di rinnovabili in Emilia-Romagna per 1.146 MW da autorizzare.

Progetti rinnovabili in Emilia-Romagna: 1.146 MW in attesa

In Emilia-Romagna, la transizione verso fonti di energia rinnovabile è in stallo, con 1.146 MW di nuovi progetti bloccati nella fase di valutazione ambientale. La provincia di Ferrara ha una significativa concentrazione di iniziative di agrivoltaico, che pongono interrogativi sulla gestione del suolo agricolo e sull’uso delle tecnologie verdi. Solo il 21% della produzione regionale di energia proviene da fonti rinnovabili, un numero che evidenzia il ritardo della regione rispetto ad altre aree italiane.

All’interno dei progetti in attesa, alti numeri di impianti agricoli, con un totale di 735 MW dedicati all’energia solare, e 411 MW nel settore eolico. Ferrara primeggia con 627 MW di agrivoltaico, ma questo ha innescato conflitti con i coltivatori locali. In ambito eolico, Parma guida con 136 MW, seguita da Bologna e Rimini.

Iniziative Offshore e Normativa Regionale

A livello nazionale, si conta un ulteriore gigawatt di impianti offshore, tra cui il progetto Agnes a Ravenna, unico nel suo genere in Italia. Le autorità locali, con il vicepresidente Vincenzo Colla, sottolineano che la Regione è al 88,79% rispetto agli obiettivi di installazione di rinnovabili elettriche per il 2026. Resta da completare una potenza di 281 MW entro la fine dell’anno.

Un cambio normativo recente ha introdotto linee guida per l’individuazione di aree idonee per la realizzazione di impianti, con limitazioni sulla superficie agricola utilizzata per lo sviluppo energetico. Tuttavia, questa legge richiede una spinta per rendere operativi gli impianti. Sono necessarie sinergie tra diverse tecnologie, come biometano e storage, per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

La Voce degli Esperti

Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia Romagna, avverte che la transizione energetica deve essere affrontata con un approccio industriale serio, evitando slogan e puntando a obiettivi misurabili. Sottolinea che, nonostante gli impianti di agrivoltaico non consumino suolo come altre costruzioni, c’è bisogno di un dialogo aperto per trovare una soluzione condivisa.

Il panorama energetico dell’Emilia Romagna è complesso e richiede un equilibrio tra le esigenze industriali, le risorse agricole e le potenzialità offerte dal mare. Senza un’accelerazione nel rilascio delle autorizzazioni, tariffe certe e una base di consenso, si corre il rischio che il cantiere della transizione rimanga un mero progetto, senza progressi concreti.