Privacy aziendale

Maxi multa di 460mila euro per Piaggio per violazioni privacy

Il Garante privacy sanziona Piaggio per illeciti nella gestione delle email.

Maxi multa di 460mila euro per Piaggio per violazioni privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 460.000 euro a Piaggio & C. S.p.A. per il trattamento illecito dei dati personali contenuti nelle email aziendali di due ex dipendenti, licenziati per giusta causa. Questo provvedimento, identificato con il numero 476 del 18 giugno 2026, si inserisce nel contesto dei cosiddetti “controlli difensivi”, che consentono ai datori di lavoro di monitorare gli strumenti informatici aziendali per verificare eventuali comportamenti illeciti dei dipendenti.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che tali controlli, sebbene riconosciuti dalla giurisprudenza, devono rispettare limiti precisi in relazione alla normativa sulla privacy e alle garanzie per il controllo a distanza dei lavoratori. Questo caso ha evidenziato un contrasto significativo con le normative vigenti.

Dettagli del caso e sanzioni

Il reclamo presentato all’Autorità da parte dei due ex lavoratori riguardava la richiesta di conferma della disattivazione dei loro account di posta elettronica aziendale. Nonostante la richiesta fosse stata reiterata tramite PEC, l’azienda non ha fornito alcun riscontro nei termini previsti.

Durante l’istruttoria, è emerso che prima dell’avvio dei procedimenti disciplinari, Piaggio aveva effettuato un’estrazione mirata di email dalle caselle di posta dei due dipendenti, risalente a un periodo di circa due anni prima dell’insorgere dei sospetti. L’azienda ha giustificato tale operazione richiamando l’istituto dei controlli difensivi, previa consultazione con il Data Protection Officer e utilizzando parole chiave e filtri predefiniti per verificare condotte illecite.

Conservazione delle email e log di accesso

È stato inoltre accertato che la posta elettronica dei dipendenti veniva conservata in backup per l’intera durata del rapporto di lavoro, più cinque anni dopo la cessazione. Tuttavia, a seguito del procedimento, l’azienda ha ridotto i termini di conservazione a tre mesi per le email e 21 giorni per i log di accesso.

Questo caso rappresenta un importante monito per le aziende riguardo alla gestione dei dati personali e alla necessità di conformarsi alle normative sulla privacy. È essenziale che i datori di lavoro siano consapevoli dei diritti dei lavoratori e delle limitazioni imposte dalla legge per evitare sanzioni significative.